domenica 16 gennaio 2011

MORIRE DI LICENZIAMENTO


Licenziato per 5 euro, si impicca in Sicilia
Biglietto alla moglie per chiedere scusa.

Un impermercato licenzia un lavoratore che non ruba ma monetizza un benefit; il lavoratore, un trentenne sposato e padre di un figlio di tre anni, cade in depressione, non regge l'umiliazione e l'attesa del ricorso al giudice e decide di impiccarsi.

Ammetto che sarei curioso di sapere di quale ipermercato si tratti, certo, non sarebbe proprio una bella pubblicità, in netto contrasto con tutti quei volantini farciti di coppie giovani, belle e sorridenti che intasano le nostre cassette della posta, oserei dire un'umiliazione per il nome dell'azienda ma, il caso vuole che tutti i giornali abbiano dimenticato di scriverlo: sbadati, smemorati o un tantinello zoccole?

Ciò che è certo è che licenziare si può, alla faccia dell'articolo 18 (difficile pensare ad ipermercati con meno di 15 dipendenti) che comunque, grazie ai tempi biblici della giustizia italiana in generale e quella siciliana in particolare è un'arma spuntata nei confronti di chi applica sanzioni disciplinari sproporzionate rispetto alle mancanze ed alle violazioni contrattuali commesse dai dipendenti per non parlare poi, delle attenzioni rivolte a certi dipendenti scomodi, attenzioni in odore di mobbing, problema di cui oramai non si parla più perchè c'è la crisi, c'è stata la botta dei subprime, ci sono i cinesi e bla bla bla dicendo.
Il malfunzionamento della macchina pubblica e nel caso specifico della giustizia, rende il licenziamento un formidabile deterrente nei confronti dei lavoratori magari già "rieducati" da anni di precariato; il "bello" del licenziamento è che non colpisci solo il lavoratore ma anche la sua famiglia e quando il licenziamento è immotivato (o è un modo per togliersi dalle balle lavoratori scomodi dando allo stesso tempo un segnale forte agli altri lavoratori) mi ricorda le vendette trasversali di cosa nostra in cui si colpivano i famigliari dei bersagli e non i bersagli stessi.

Chi sa qual'è il motivo che ha spinto quel lavoratore a monetizzare i buoni sconto e chi sa se lo stipendo del lavoratore rispettava l'articolo 36 della Costituzione che comunque sarebbe oramai norma e non eccezione ma tanto a chi gliene frega che venga violata la Costituzione? A ben pochi tra questi pochi, ancor meno saranno, sempre che ci siano, onorevoli, senatori e compagnia bella che anche se(e quando )lavorano, lavorano poco e male e di licenziarli, proprio non ci riesce.


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Emanuele Mazzaglia

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